French_Kiss

Ray Caesar durante la sua vita ha studiato architettura, trascorso 17 anni come illustratore per la medicina in un ospedale per bambini e diversi anni nell’industria del cinema e della televisione come addetto agli effetti speciali di animazione.

Tutti i suoi lavori sono realizzati con Maya, e la cosa è abbastanza inusuale per un illustratore. Soprattutto quando le tue illustrazioni sembrano prese pari pari da un olio inglese di fine ‘700 intriso di eros e bamboline burlesque aliene con teste ovoidali e occhi da cinoamericano. Ma lui, Ray, lavora alla stessa maniera di quando lavorava quando era nell’industria del cinema, “creando modelli proncipalmente con le NURBS, settandole per l’animazione, renderizzando tutto in livelli e usando effetti di painting per i capelli”. “Ho trovato che la creatività è qualcosa che arriva con i suoi tempi; devi semplicemente essere pronto ad accoglierla, ovunque tu sia … ti trascina in quello che fai e inizia ad avere un particolare effetto su di te. Raramente ho dei rigidi concetti su come dovrei procedere e non so esattamente come apparirà il lavoro una volta finito. Mi piace lavorare intuitivamente e aggiungere e togliere gli elementi come voglio. In certi casi questo è molto più fluido della pittura … mi piace. Onestamente credo che ogni lavoro abbia un po’ di vita propria e io sono paziente a dare voce a quello che ha da dire”.

“Non m’importa se uso un computer o un’immagine scarabocchiata su un muro di una caverna con sangue e carbone. Ho sempre avuto l’ossessione di comunicare attraverso le immagini perchè vedo cose nelle immagini che non posso esprimere con le parole. Così nel mio futuro ci potrebbe essere qualcosa diveso dal digitale e magari vorrei provare ad usare le mani … il digitale è semplicemente un altro strumento, nè meglio, nè peggio! A mio parere, quello che conta sempre è l’idea.”

Il suo sito > qui

Tra parentesi dal 5 dicembre al 28 gennaio sarà alla Galleria MondoBizzarro di Roma [> qui] per una solo exposition.

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Wolfram Alpha

stephen_wolfram_shotRiprendo questo articolo dagli amici di Repubblica [non ne sarà contento il Premier, ma in questo periodo è bene dare sostegno ai "farabutti" che fanno il loro lavoro, e quindi consideriamo pure questo post un piccolo mattoncino i vista della manifestazione sacrosanta di sabato per la libertà di stampa].

E’ una nuova rivoluzione per internet: un motore di ricerca in grado di dare risposte precise a domande precise, anche alle più complicate, anziché travolgere l’utente con centinaia o migliaia di pagine di riferimenti dai quali poi ognuno deve pescare le informazioni di cui ha bisogno. E’ un motore di ricerca “intelligente”, capace di rispondere a una domanda quasi come risponderebbe un essere umano: un essere umano, naturalmente, onnisciente, che sa tutto e sa convogliare questa immensa conoscenza in poche frazioni di secondo alla persone che lo ha interrogato. Presentato agli addetti ai lavori nei giorni scorsi alla università di Harvard dal professor Stephen Wolfram, il fisico britannico che lo ha creato, il rivoluzionario sistema verrà lanciato ufficialmente nel mese di maggio. Si chiamerà come il suo inventore: Wolfram Alpha. E sarà completamente gratuito per gli internauti.

Qualche esempio delle domande a cui Wolfram Alpha sa rispondere: “Quando sarà visibile da Birmingham la prossima eclisse di sole?”, quesito al quale il motore di ricerca invia una risposta concisa e precisa. Gli si potrà chiedere “quanto è alto il monte Everest?”, e Wolfram Alpha, oltre a fornire la riposta esatta, la accompagnerà con una paginetta di informazioni utili correlate, come la posizione geografica, le città più vicine, il confronto con altre montagne, grafici e cartine. In pratica, la ricerca perfetta, nello spazio di qualche secondo. Ma gli si potranno porre domande assai più complesse, come “confronta l’altezza del monte Everest con la lunghezza del Golden Gate Bridge di San Francisco”. Oppure: “Dimmi che condizioni atmosferiche c’erano a Londra nel giorno in cui fu assassinato John Kennedy a Dallas”. E così via. In sostanza, Wolfram Alpha sarà un programma dotato di qualcosa che va molto vicino all’intelligenza artificiale. In più, i suoi dati e le sue informazioni saranno “controllate” da una squadra di scienziati ed esperti, che non solo le aggiorneranno continuamente, ma garantiranno che non ci siano errori o controversie del tipo di quelli che appaiono talvolta su fonti come Wikipedia, l’enciclopedia libera online a cui tutti possono contribuire.

“Siamo solo all’inizio”, dice il professor Wolfram al quotidiano Independent di Londra, che lo ha intervistato nell’edizione di oggi, dedicando tutta la prima pagina alla notizia della sua straordinaria scoperta. “Il mio sistema può diventare importante per il web quanto lo è stato Google”. Dietro, c’è una montagna di soldi, tenuto conto che Google, attualmente il motore di ricerca più consultato del pianeta, ha un valore di circa 100 miliardi di dollari. Il limite di Wolfram Alpha è che per il momento, essendo stato pensato inizialmente solo per il mondo accademico, contiene per lo più informazioni di un certo tipo, che a tale mondo possono interessare: i suoi dati sulla cultura popolare di massa, per esempio, sono ancora pochi, e se uno ci digita sopra “50 cent”, riceve notizie su crisi economiche e problemi valutari, non sul gruppo di musica rap. Ma è una lacuna che verrà in seguito colmata. Anche Google, del resto, ha rivelato di recente che sta lavorando a un motore di ricerca “intelligente” di questo genere. E il “papà” di Wolfram Alpha, ovvero il professore che lo ha inventato, non esclude alleanze: “Potremmo lavorare insieme a Google in futuro. Cerchiamo partner nell’ambito dei motori di ricerca, dei media, delle news. Crediamo che possano crearsi grandi sinergie in questo campo”. Una cosa è certa: se questo è il futuro di Internet, non abbiamo ancora visto niente. Lo studio, il lavoro, il tempo libero, nulla sarà più nemmeno lontanamente come prima.

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vi.sualize.us

via-vi.sualize.us-5Vi.sualize.us è un social bookmarking per immagini. Sviluppato dallo spagnolo Victor Espigares [clicca e leggi l'intervista], è un sistema molto comodo e quasi user friendly per catalogare velocemente ogni foto, immagine, frammento di grafica che piace sul web, creando poi, sul proprio profilo visualize una gallery opportunamente taggata e condivisa.

Idea molto carina. In un web 2.0 sempre più aperto al dialogo e allo scambio, Vi.sualize.us riporta la barra dell’attenzione all’immagine, veicolo di contenuto e semioticamente più impattante di mille parole [lo dice uno che con le immagini e le suggestioni visive ci vive, quindi probabilmente non sono attendibile]. Una conversazione fatta di immagini, che restituiscono il senso dell’identità e del gusto di chi genera una gallery taggando le immagini che incontra navigando.

Il Vi.sualize.us di Kuva