French_Kiss

Ray Caesar durante la sua vita ha studiato architettura, trascorso 17 anni come illustratore per la medicina in un ospedale per bambini e diversi anni nell’industria del cinema e della televisione come addetto agli effetti speciali di animazione.

Tutti i suoi lavori sono realizzati con Maya, e la cosa è abbastanza inusuale per un illustratore. Soprattutto quando le tue illustrazioni sembrano prese pari pari da un olio inglese di fine ‘700 intriso di eros e bamboline burlesque aliene con teste ovoidali e occhi da cinoamericano. Ma lui, Ray, lavora alla stessa maniera di quando lavorava quando era nell’industria del cinema, “creando modelli proncipalmente con le NURBS, settandole per l’animazione, renderizzando tutto in livelli e usando effetti di painting per i capelli”. “Ho trovato che la creatività è qualcosa che arriva con i suoi tempi; devi semplicemente essere pronto ad accoglierla, ovunque tu sia … ti trascina in quello che fai e inizia ad avere un particolare effetto su di te. Raramente ho dei rigidi concetti su come dovrei procedere e non so esattamente come apparirà il lavoro una volta finito. Mi piace lavorare intuitivamente e aggiungere e togliere gli elementi come voglio. In certi casi questo è molto più fluido della pittura … mi piace. Onestamente credo che ogni lavoro abbia un po’ di vita propria e io sono paziente a dare voce a quello che ha da dire”.

“Non m’importa se uso un computer o un’immagine scarabocchiata su un muro di una caverna con sangue e carbone. Ho sempre avuto l’ossessione di comunicare attraverso le immagini perchè vedo cose nelle immagini che non posso esprimere con le parole. Così nel mio futuro ci potrebbe essere qualcosa diveso dal digitale e magari vorrei provare ad usare le mani … il digitale è semplicemente un altro strumento, nè meglio, nè peggio! A mio parere, quello che conta sempre è l’idea.”

Il suo sito > qui

Tra parentesi dal 5 dicembre al 28 gennaio sarà alla Galleria MondoBizzarro di Roma [> qui] per una solo exposition.

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Arte & Design: siamo artisti o designer?

3La differenza fondamentale tra arte e design è data dalla finalità.
Tipicamente, il processo di creazione di un’opera d’arte inizia con una tela vuota. Gli artisti creano per condividere una sensazione con altri, per affascinare, ispirare, ammonire chi osserva. Le  opere d’arte di maggior successo sono di solito quelle che stabiliscono un più forte legame emotivo tra l’artista e il pubblico.

Credo invece che, quando un designer si propone di creare qualcosa, quasi sempre abbia un punto fermo di partenza, un messaggio, un’immagine, una strategia di fondo. Il lavoro del designer non è quello di inventare qualcosa di nuovo, ma di comunicare qualcosa che esiste già, per uno scopo.

L’arte raggiunge le persone in modi diversi, perché l’opera d’arte viene  interpretata in maniera diversa. La Monna Lisa. Perché sorride? Era Da Vinci stesso? Qual è il segreto del suo sorriso? E’ un’illusione creata dalla vostra visione periferica, è innamorato, non c’è ragione. Nessuna interpretazione è sbagliata.
Il design è l’esatto contrario. Se un progetto può essere interpretato da tutti, ha fallito nel suo scopo. L’obiettivo fondamentale del progetto è quello di comunicare un messaggio e motivare lo spettatore a fare qualcosa. Se comunica un messaggio diverso da quello desiderato, e lo spettatore va e fa qualcosa sulla base di tale  messaggio, allora non ha raggiunto il suo scopo.

Molti designer si considerano gli artisti, perché creano qualcosa di visivamente attraente.
Ma una composizione visiva destinata a svolgere un compito specifico o a comunicare un messaggio particolare, per quanto bella, non credo proprio possa essere definita arte. E’ una forma di comunicazione, è una finestra per il messaggio che contiene. Al contrario, pochi artisti si definiscono anche designer perché -tendenzialmente, e perlomeno nell’ottica sulla base della quale stiamo ragionando- non creano il loro lavoro per vendere un prodotto o promuovere un servizio. La creazione artistica è solo un mezzo di auto-espressione: il messaggio non è uno stimolo a fare, ma un sentimento.

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Kuva e Internazionale 2009 a Ferrara

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Kuva è il partner video, per il terzo anno consecutivo, del Festival della rivista di giornalismo internazionale a Ferrara. Sulle  pagine del blog creato per seguire gli eventi troveranno posto ogni giorno video, news, feedback, info dal Festival e, grazie ai social media, dagli ospiti di Internazionale a Ferrara 2009.

La terza edizione del Festival di Internazionale si terrà a Ferrara dal 2 al 4 ottobre. Anche quest’anno arriveranno da tutto il mondo i giornalisti e gli autori pubblicati da Internazionale per una serie di conferenze e incontri gratuiti. Molti ospiti hanno già confermato la loro presenza e li annunceremo nelle prossime settimane, in attesa della presentazione del programma ufficiale.

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Phonography

frontePhonography è una mostra fotografica immaginata, realizzata e allestita da Kuva in collaborazione con il Buskers Festival e l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Ferrara.
Il calendario:

  • dal 21 al 23 Agosto [orari 10-13 e 16-19]
  • dal 28 al 30 Agosto [orari 10-13 e 16-19]
  • dal 4 al 6 Settembre [orari 10-13 e 16-19]

La mostra raccoglie alcuni scatti realizzati durante l’edizione 2008 del Festival dei musicisti di strada e vuole restituire l’atmosfera e le suggestioni che si creano in città in quei giorni. Si arricchirà, durante il Festival, di nuove fotografie scattate e stampate in contemporanea all’allestimento, in un work in progress che faccia da ponte tra l’edizione 2008 e quella 2009.
La mostra si terrà nella suggestiva Porta degli Angeli, a Ferrara, al termine di Via Ercole d’Este, conosciuta dai ferraresi come Casa del Boia e di recente riqualificata dall’amministrazione comunale.

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L’amore ai tempi della Mela

Apple presents the new Macbook 2008 from DesignTV on Vimeo.