Quora in italiano

quoraAvevo promesso parole ed ecco che, dal venerdì casual di Kuva, queste arrivano. Quora è il social network più chiacchierato degli ultimi tempi. Nato più o meno un anno fa, ha catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori con la promessa di diventare una sorta di serio Yahoo Answer, un social molto ben conosciuto e non necessariamente ben frequentato. Infatti il pubblico dello storico servizio di Yahoo è molto giovane e l’organizzazione degli argomenti decisamente rumorosa.

Quora, con il suo aspetto sobrio e la mission di fare ordine, potrebbe trovare uno spazio importante per chi cerca risposte e trova che il crowdsourcing possa fornirle.

La mia esperienza con Quora è piuttosto limitata, per ora, ma voglio evidenziarne alcune caratteristiche. La prima è che parte del successo deriva dal meccanismo degli inviti: non si può accedere se non invitato da un utente. Questo ha aiutato il buzz attorno al sito, recuperando il vecchio meccanismo di promozione a là Gmail. In realtà io ho trovato un modo diverso di iscrivermi: accesso mobile (grazie Iphone) e Facebook connect. Così ho ottenuto anche l’accesso via web e posso invitare le persone ad utilizzarlo.

La sorpresa è che i temi che seguo in automatico sono legati alle mie preferenze di Facebook: Quora infatti utilizza le pagine che mi piacciono per farmi seguire le discussioni (social media e tecnologia, serie tv e musica, per quanto mi riguarda).

La seconda caratteristica da evidenziare è che Quora è anglofono. Spulciando tra le discussioni ufficiali ho visto che si tratta di un argomento molto dibattuto: per ora, infatti, i creatori e gestori di Quora (una dozzina in tutto) vogliono mantenerlo controllabile nella loro lingua madre.

Lo scopo? Ridurre il rumore di fondo.

Il rumore, concetto analogico (ricordate l’effetto neve dei vecchi televisori mal sintonizzati?) trasportato nel digitale diventa sempre più fastidioso. E il concetto di information overload è uno dei cavalli di battaglia dei detrattori della rete. Quora pone una soluzione. O ci prova. Chissà se riuscirà nei suoi intenti. Per ora ho visto domande prevalentamente di senso e risposte piuttosto informate, è già un successo.

Vedo che la comunità italiana su questo social cresce giorno dopo giorno e l’interesse è alto. Ma riuscirà Quora a farcela in un paese come il nostro che evita l’uso delle lingue straniere anche tra gli early adopters?E, soprattutto, la nascita continua di servizi innovativi che usa l’inglese in ogni parte del mondo, non è che possa servire per stimolare e migliorare l’uso dell’inglese in Italia?

Il tema è sul tavolo, pronto per una discussione. Possibilmente ordinata, e in lingua inglese.

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