E così Avatar è arrivato anche in Italia, un mese dopo il resto del mondo.
Visto il successo del film (che mentre scrivo è già il maggiore incasso planetario della Storia…) credo che più o meno ogni spettatore cinematografico stia sviluppando un’opiniuone sul film. Ecco, molto brevemente, la mia.
Non sono un fan del cinema 3D: penso che nella maggior parte dei casi finisca per essere una limitazione delle possibilità di un regista in cambio di una discutibile spettacolarità. Non amo il cinema fantasy, che fugge dalla realtà invece di analizzarla o farsene metafora (due aspetti che sono invece tipici del cinema horror o della fantascienza). E Avatar ha decisamente un’anima fantasy, anche se in un corpo sci-fi.
Nonostante queste premesse, ho assolutamente adorato l’esperienza che ci viene offerta da James Cameron. Nulla di ciò che avevo visto e letto prima della visione mi aveva dato sicurezze sul prodotto effettivamente fruibile dallo spettatore all’interno di un cinema. Grazie al 3D usato nella maniera più intelligente possibile, ovvero per dare profondità alle immagini piuttosto che stupire lo spettatore lanciando oggetti verso i suoi occhi, il genio del cinema spettacolare è riuscito a convincermi che i 12 anni di attesa non sono stati affatto sprecati. Avatar è una festa per gli occhi, un action mozzafiato che non fa rimpiangere le migliori sequenze dei precedenti film del regista, una pietra miliare dal punto di vista tecnico (ma di questo parleremo in futuro). Cameron voleva farmi sentire immerso in Pandora. Ci è riuscito nonostante il mio scetticismo, e probabilmente ce l’ha fatta anche perchè è riuscito a comunicarmi tutti il suo entusiasmo da scienziato del cinema.
Ho però un dubbio: abbiamo tutti visto lo stesso film?
Avatar, per comprensibile ricerca di universalità, è un film che difficilmente vi coinvolgerà grazie alla trama. E quindi diventa fondamentale l’abbandono totale, da un punto di vista sensoriale, dello spettatore alla spettacolarità dell’opera. Riuscirci significa sentirsi immersi nel film ed è l’unico modo per farsi togliere davvero il fiato.
Io ho visto il film in 3D (molti con cui ho parlato sostengono non sia fondamentale, io ho dei serissimi dubbi a riguardo) al Cinecity di Padova, che nella Sala 1 esibisce un buon proiettore digitale e degli occhialini diversi da quelli a cui ero abituato. L’effetto è stato per me, abituato a soffrire terribilmente durante una proiezione 3D poco efficace, una vera rivelazione.
E pensare che il modo migliore di vederlo sarebbe l’IMAX 3D (non esistente in Italia, e questo mi sembra di aver capito che generi persino qualche problema di formato…dato che il film è stato girato appunto nel 16:9 dell’IMAX).
In questo momento in Italia esistono troppi modi diversi di vedere un film come Avatar (e purtroppo nessuno ottimale)…in questo modo sinceramente non credo abbia senso litigare con quelli a cui non è piaciuto.